Con grande affetto e profonda stima, dedicato al caro Vittorio Sgarbi, figura amata anche da coloro che affermano di odiarlo. Auguri di pronta guarigione!
Le affinità elettive dell’anima: maschere, silenzi e connessioni autentiche
L'EDITORIALE
scritto da Angelo Di Bella
IN SOUL

E' un mondo sempre più complesso, un intreccio di emozioni, incontri e relazioni che ci sfidano a bilanciare autenticità e pudore. Ogni giorno indossiamo maschere, quelle stesse maschere che Pirandello descriveva come necessarie per navigare tra le possibilità della vita. Ma che cosa determina quando decidiamo di mostrarci autentici, di togliere quelle maschere? E che ruolo giocano le affinità elettive in questo delicato equilibrio?
Le affinità elettive sono più di una connessione casuale; sono la scelta inconscia, quasi misteriosa, di aprire i canali emozionali a chi è in grado di cogliere ciò che siamo nel profondo. Non si tratta di parole, ma di silenzi condivisi, di sfumature sottili dei nostri stati d'animo che solo poche anime riescono a percepire e a rispettare. Sono legami che trascendono il tempo e lo spazio, come quell'incontro fugace con un vecchio amico d'infanzia, che nonostante gli anni porta ancora con sé un senso di comprensione reciproca.
In questo "gioco delle maschere" proprio come in una mano a poker, scegliamo quando bluffare, quando rilanciare e quando, invece, svelare le nostre carte. La differenza, però, sta in chi abbiamo davanti. Con alcune persone siamo disposti a rischiare, a mostrare ciò che siamo realmente, mentre con altre preferiamo trattenere, celando ciò che rimane nascosto dietro le pieghe del nostro carattere. Questo gioco non è inganno, ma una necessità: un modo per proteggerci, per scegliere con cura chi merita di vedere le nostre fragilità.
Eppure, il segreto di un'affinità elettiva autentica risiede proprio in questa accettazione reciproca delle imperfezioni. Non è la ricerca della perfezione, ma la capacità di accogliere e rispettare la vulnerabilità dell'altro, senza giudizio. È un equilibrio sottile, un dare e ricevere che nutre entrambe le parti senza annullare le differenze. Anzi, spesso sono proprio le differenze a portare arricchimento, a spingerci a vedere il mondo da prospettive nuove, sfidando i nostri limiti. Scrivere, è uno dei modi più puri per esprimere queste emozioni. La carta diventa il rifugio per quelle parti di noi che non vogliamo —o non possiamo— mostrare a chiunque. È un dialogo silenzioso, un atto di coraggio che ci consente di esplorare i nostri stati d'animo e, forse, di condividerli con chi saprà comprenderli e riconoscerli.
In fondo, siamo esseri complessi e imperfetti, anime che si cercano e si trovano per affinità elettive. È nella bellezza struggente di questa complessità che si cela il segreto delle connessioni più autentiche: non nella perfezione, ma nell'accettazione, nella reciprocità e nel rispetto delle maschere e delle fragilità che ci rendono profondamente umani.
La decisione di mostrarci autentici e togliere quelle maschere nasce da un intreccio di fiducia, contesto e bisogno interiore. È un momento delicato, quasi istintivo, in cui avvertiamo che la persona davanti a noi, o la situazione che stiamo vivendo, ci offre un terreno sicuro per rivelare ciò che siamo realmente.
La fiducia è il primo tassello: senza un senso di sicurezza, difficilmente ci esponiamo. È quella sensazione che l'altro non ci giudicherà, ma accoglierà ciò che mostriamo con rispetto e comprensione. Poi c'è il contesto, che gioca un ruolo chiave. Alcuni ambienti o situazioni ci invitano a essere più trasparenti, perché favoriscono una comunicazione aperta e genuina.
Infine, c'è il bisogno. A volte la spinta a togliere la maschera viene da dentro, dal desiderio di essere visti e accettati per ciò che siamo davvero. È un atto di liberazione, di riconciliazione con noi stessi. Però non accade con tutti, e forse è proprio questo a rendere quei momenti di autenticità così preziosi. Sono rari, ma profondi.
Senza quel filo sottile che ci guida verso chi può davvero comprenderci, chi riesce a cogliere le sfumature profonde che altri potrebbero ignorare, ci smarriamo facilmente, fino a renderci irriconoscibili. Sono quelle connessioni che superano le barriere delle convenzioni e delle maschere, permettendoci di trovare un rifugio sicuro dove possiamo essere noi stessi senza timori. In un mondo in cui spesso indossiamo molteplici maschere per adattarci alle situazioni e alle persone che ci circondano, le affinità elettive fungono da bussola. Ci aiutano a discernere con chi possiamo abbassare le difese e mostrare la nostra essenza più autentica. È grazie a queste connessioni che si crea uno spazio di reciprocità e rispetto, dove le maschere non sono più necessarie, e ogni imperfezione diventa una sfumatura unica e accolta.
Queste affinità hanno anche il potere di trasformarci, di arricchirci. Ci invitano a esplorare nuove prospettive, non solo attraverso ciò che condividiamo con l'altro, ma anche attraverso ciò che ci distingue. È nel dialogo silenzioso tra somiglianze e differenze che si genera crescita, comprensione e, talvolta, una profonda armonia.
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