La forza di un sogno: un elogio alla dedizione e all'altruismo

20.02.2025

In un mondo in cui l'egoismo e l'individualismo sembrano prevalere, esistono ancora persone che, con coraggio e determinazione, scelgono di dedicare la propria vita agli ideali di giustizia, eguaglianza e libertà. Lorenzo, conosciuto anche come Orso o Tekoşer, è uno di questi eroi, e il suo messaggio postumo rappresenta un faro di speranza e altruismo per tutti noi. A un mese dalla sua morte avvenuta in un giorno di Marzo di sei anni fa, ci sembrava doveroso scriverne e farlo conoscere alle nuove generazioni come monito di persona coraggiosa, compassionevole ma soprattutto libera. Lorenzo Orsetti ha dimostrato con la sua vita che è possibile fare la differenza, anche nei momenti più bui, attraverso la dedizione e l'amore per il prossimo.


Lorenzo Orsetti nacque a Bagno a Ripoli, un comune dell'hinterland di Firenze, il 13 febbraio 1986, e lavorò inizialmente come cameriere, in seguito come chef e sommelier, in diversi ristoranti del capoluogo toscano. In seguito allo scoppio della guerra civile siriana, si interessò al conflitto in Rojava, diventando un sostenitore della causa curda contro lo Stato Islamico della Siria e dell'Iraq (ISIS). In Italia conobbe l'attivista anarchico Paolo Andolina, il quale aveva combattuto nelle forze internazionali YPG contro lo Stato Islamico.

Nel settembre del 2017 viaggiò verso la Siria, dove si unì all'Unità di Protezione Popolare (YPG). Qui incontrò numerosi volontari internazionali, tra cui alcuni membri del gruppo antifascista "Antifa Tabur", che si erano uniti alla lotta armata contro il califfato. Conobbe militanti provenienti da tutto il mondo, tra cui alcuni italiani e numerosi di provenienza turca. Terminato l'addestramento militare, Orsetti si unì ad una formazione militare organizzata dal Partito Comunista della Turchia, divenendo quindi membro della Brigata Internazionale di Liberazione ed unendosi ai combattimenti contro le forze turche e filo-turche durante l'Operazione Ramoscello d'Ulivo.

Lorenzo fu ucciso in combattimento nel villaggio siriano di Al-Baghuz Fawqani, nei pressi del confine con l'Iraq, la mattina del 18 marzo 2019. Si trovava in tale località per combattere contro lo Stato Islamico nell'offensiva curda contro l'ultimo bastione dell'organizzazione presente nella Siria ad est dell'Eufrate. Si era unito ad un'unità araba delle Forze Democratiche Siriane, la quale durante un'operazione volta al salvataggio di civili usati come scudi umani fu colpita da un'imboscata nemica e fu completamente annientata.

La sua morte fu dapprima annunciata sui canali Telegram dell'ISIS, poi fu confermata dalle forze YPG. Durante l'operazione per recuperare il suo corpo altri due soldati arabi delle SDF avrebbero perso la vita in combattimento. A seguito di una cerimonia funebre militare in Siria, la salma fu trasportata in Iraq e da qui rientrò a Firenze nel giugno del 2019 dove fu seppellita nel cimitero delle Porte Sante, nei pressi delle tombe dei martiri fiorentini della Resistenza italiana.



Ciao,

se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà. Quindi nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio. Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l'avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l'individualismo e l'egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza, mai! Neppure per un attimo. Anche quando tutto sembra perduto e i mali che affliggono l'uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza e di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che "ogni tempesta comincia con una singola goccia". Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti, spero farete tesoro di queste parole.

Serkeftin! Orso, Tekoşer, Lorenzo


Il sacrificio di Lorenzo non è stato vano; al contrario, la sua vita è un esempio luminoso di come l'amore per il prossimo e la dedizione agli ideali più nobili possano trasformare il mondo. Nel suo messaggio, egli ci invita a non rattristarci per la sua dipartita, ma a celebrare il fatto che ha vissuto una vita piena, in linea con i suoi principi. Ha lottato per i deboli, rimanendo fedele ai suoi valori fino alla fine, e ha trovato la pace sapendo di aver dato tutto per il bene degli altri.

"Ogni tempesta comincia con una singola goccia," scrive Lorenzo, e queste parole risuonano come un potente richiamo all'azione. Ognuno di noi ha il potere di essere quella goccia di cambiamento, quella scintilla che accende la luce nei momenti più bui. Anche quando tutto sembra perduto e le sfide sembrano insormontabili, è fondamentale non cedere alla rassegnazione e continuare a lottare con speranza e determinazione.

Lorenzo ci esorta a sconfiggere l'individualismo e l'egoismo, a trovare la forza interiore per fare la differenza nelle nostre comunità e nel mondo intero. La sua vita e il suo sacrificio sono un tributo all'importanza di rimanere uniti e di sostenersi a vicenda nei momenti difficili.

Nel suo messaggio finale, Lorenzo ci lascia con un augurio: "Spero che anche voi un giorno decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo". Questo invito a dare il meglio di noi stessi, a vivere con altruismo e dedizione, è un'eredità preziosa che dovremmo tutti accogliere nel nostro cuore.

Serkeftin! Questa parola curda, che significa "successo" o "vittoria" rappresenta il trionfo degli ideali di Lorenzo. La sua vita è stata una vittoria, una dimostrazione di come l'amore e la giustizia possano prevalere, anche nelle circostanze più avverse.

Il messaggio di Lorenzo è un richiamo alla nostra umanità, un invito a essere coraggiosi e altruisti, a lottare per un mondo migliore. La sua storia ci ricorda che, anche nei momenti più difficili, abbiamo il potere di fare la differenza e di essere quella goccia di cambiamento che dà inizio a una nuova era di speranza e solidarietà.


Numerose manifestazioni di solidarietà nei confronti della sua famiglia e delle forze curde siriane si sono svolte in diverse città italiane nel periodo successivo alla sua morte e anche durante le proteste contro l'offensiva turca in territorio siriano avviata nell'ottobre del 2019. In tali occasioni è stato spesso ripreso il motto di Orsetti "ogni goccia diventerà tempesta" utilizzato come esortazione alla lotta contro le ingiustizie ed i fondamentalismi di ogni genere.

Lorenzo Orsetti, conosciuto anche come Orso o Tekoşer, è diventato un simbolo di coraggio, altruismo e dedizione. La sua vita e il suo sacrificio non sono passati inosservati, e numerosi spazi pubblici in Italia sono stati rinominati in suo onore per commemorare la sua eredità.

Tra questi spazi si annoverano il "Parco Nomentano Lorenzo Orsetti Partigiano" di Roma, la biblioteca della stazione dei treni di Berceto, un parco nel rione Cirenaica di Bologna e la "Casa del Popolo Lorenzo Orsetti" di Prato. Nel settembre del 2019, il comune di Firenze ha approvato una delibera per intitolare una strada a "Lorenzo Orsetti Partigiano". Nel luglio dello stesso anno, Lorenzo ha ricevuto il Gonfalone d'argento, la più alta onorificenza conferibile dalla regione Toscana.

L'impatto di Lorenzo non si è fermato qui. Il famoso fumettista italiano Zerocalcare gli ha dedicato una graphic novel di 32 pagine intitolata "Macelli" pubblicata sul numero 1316 della rivista Internazionale. Il 16 agosto 2021, nei giardini pubblici del comune di Martano, è stato inaugurato un monumento "Cuore" in suo onore. Questo monumento, donato da un artista locale che ha chiesto di rimanere anonimo, rappresenta un cuore scolpito nella pietra locale e si ispira a un disegno tratto dalla graphic novel di Zerocalcare.



Anche la musica ha reso omaggio a Lorenzo. Il 4 dicembre 2020 è stata distribuita la compilation "Her Dem Amade Me – Siamo sempre pronte, siamo sempre pronti" un doppio CD di ventiquattro tracce i cui proventi sono stati devoluti al centro Alan's Rainbow di Kobanê per dotarlo di un ambulatorio pediatrico intitolato a Lorenzo Orsetti. Al progetto hanno partecipato numerosi artisti italiani, tra cui 24 Grana, Serena Altavilla, Assalti Frontali, Angela Baraldi, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Giorgio Canali, Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri, e molti altri.

Il gruppo italiano di musica celtica Whisky Trail ha dedicato a Lorenzo un brano strumentale intitolato "Canto per Lorenzo Orsetti," pubblicato come singolo e distribuito da Materiali Sonori. Nel 2020, il gruppo Assalti Frontali ha dedicato a Lorenzo un brano dal titolo "Compagno Orso" (feat. Er Tempesta e Nummiriun) inserito nella loro antologia 1990-2020 e pubblicato da Believe Music. Inoltre, il 27 maggio 2022, il gruppo musicale Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri ha dedicato a Lorenzo il brano "La città del sole" nel loro primo album omonimo.



Questo video è dedicato a Lorenzo "Orso / Tekoşer Piling" Orsetti, (Bagno a Ripoli, 13 febbraio 1986 – Al-Baghuz Fawqani, 18 marzo 2019). Tratto da "Pasolini _ Deserto", realizzato da Motus (Daniela Nicolò e Enrico Casagrande) per lo spettacolo "L'ospite", ispirato a "Teorema" di Pier Paolo Pasolini (2004). Interpretato da Dany Greggio. Riprese in super 8 a cura di Enrico Casagrande. Montaggio originale a cura di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò. Produzione Motus & Théâtre National de Bretagne, Rennes, con Santarcangelo Festival, La Ferme du Buisson Scène Nationale de Marne-la-Vallée e AMAT Marche. Con "La Città del Sole", queste riprese rinascono a seconda vita grazie ad un montaggio nuovo di zecca e ad una nuova Color Correction, curati da Mirco Pellizzaro. I sottotitoli sono stati montati e sincronizzati da Matteo Speciale. La traduzione in inglese a cura di Mark Thomson Ashworth e Francesco Brini, quella in curdo a cura di Si Uiki, Ufficio Informazioni Kurdistan Italia (https://uikionlus.org), e Ylmaz.


Lorenzo Orsetti vive nei cuori di chi ha ispirato. La sua dedizione alla giustizia, alla libertà e all'uguaglianza continuerà a ispirare generazioni future. La sua memoria è un invito a vivere con altruismo, coraggio e speranza, e il mondo è senza dubbio un posto migliore grazie al suo esempio.  


Ciao Orso, ti amiamo anche noi!