Il sogno di Omar: la rinascita di Gaza e la speranza dei suoi bambini

27.03.2025

In questa città, non ci sono muri che dividono i cuori. Le case si abbracciano l'una con l'altra come mani amiche, e le strade cantano di voci felici. Ogni mattina, i raggi del sole risvegliano i fiori che ricoprono le vecchie ferite, e l'aria sa di gelsomino, limoni freschi e sogni nuovi.

La scuola è una casa di sorrisi, dove non ci sono mai interruzioni, solo lezioni sulla vita, sull'arte e sull'universo. I bambini possono imparare sotto gli alberi, seduti in cerchio, mentre il vento racconta storie lontane. Omar sa che in questa città tutti i bambini possono diventare ciò che vogliono: inventori, poeti, pittori di stelle.

Il mare non è più un confine, ma un invito. I bambini corrono sulla sabbia, ridono tra le onde e costruiscono castelli che il vento non distruggerà mai più. E sopra le loro teste, un aeroporto accoglie i viaggiatori e li riporta sempre a casa, perché in questa città nessuno è mai perduto.

Le persone sono unite, qualunque sia la loro lingua, religione o storia. I mercati brulicano di colori, di spezie e dei profumi di cedro e cannella, e ogni sera la kasba si illumina con lanterne che raccontano desideri. È un luogo in cui il passato non viene dimenticato, ma trasformato, dove le macerie sono diventate giardini che raccontano storie di rinascita.

Omar sorride nel suo sogno e aggiunge: "Questa città non è solo per Gaza, è per il mondo intero. Per ricordare che possiamo costruire ponti invece di barriere, che ogni bambino merita un posto sicuro per giocare e che le cicatrici del passato possono diventare fiori di speranza".




Cari giovani, cari genitori, cari artisti e chiunque abbia voce e potere,

in questo momento il mondo ci chiede un impegno collettivo. Gaza è ferita e straziata. Bambini, famiglie, intere comunità soffrono un dolore che non possiamo più ignorare. Non è giusto, non è umano permettere che la violenza continui a distruggere vite e speranze.

A voi, giovani, affidiamo un compito prezioso: usate la vostra voce, i vostri social, la vostra creatività per sensibilizzare chi vi circonda. Ogni post, ogni parola, ogni gesto di solidarietà può fare la differenza. Mostrate che non siete disposti ad accettare un mondo dove l'ingiustizia è normalizzata.

Ai genitori, chiediamo di essere guide e custodi della pace, insegnando che il silenzio non è più un'opzione. Lottiamo per un futuro in cui i vostri figli possano crescere senza il peso della guerra e della paura.

Ai potenti della politica, al Vaticano, agli artisti e ai leader culturali: non voltatevi dall'altra parte. Avete una responsabilità morale e un potere immenso. Parlate, denunciate, agite. Non c'è tempo da perdere. Non c'è pace senza giustizia. Oggi, più che mai, dobbiamo unirci e gridare al mondo che la vita di ogni bambino, di ogni persona, è sacra. Gaza ha bisogno di pace. L'umanità ha bisogno di pace.

Siate portatori di luce in un tempo di oscurità. Non smettiamo di credere che insieme possiamo cambiare il corso degli eventi. 

A*G


È il maggio del 1816 quando l'Impero Ottomano si accinge a cadere e a lasciare un vuoto di potere enorme dall'Egitto all'Iraq al Libano alla Palestina. Inglesi e francesi si spartiscono le future zone di influenza in un patto segreto tra le loro diplomazie, noto alla storia come «trattato Sykes-Picot». Il patto non sarà senza conseguenze. Sconvolgerà l'esistenza di antiche famiglie arabe ed ebree abituate a seguire rispettosamente tradizioni millenarie, ma allo stesso tempo a essere culturalmente aperte, capaci di convivere in sintonia e amicizia con consuetudini opposte e altre. Prima opera di una serie dedicata al Medio Oriente, La terra dei gelsomini mostra lo straordinario talento di Gilbert Sinoué nel restituirci in forma romanzata le trasformazioni avvenute nel Ventesimo secolo in quel lembo di terra e le responsabilità delle incomprensioni, dei tradimenti, dei massacri che segneranno gli anni a venire. L'opera di Gilbert Sinoué, La terra dei gelsomini, è un affascinante viaggio nella complessità del Medio Oriente, in un momento cruciale della sua storia. Con il crollo dell'Impero Ottomano e la spartizione di potere tra Francia e Inghilterra attraverso il famoso (e controverso) trattato Sykes-Picot, le dinamiche secolari di convivenza tra famiglie arabe ed ebree vengono profondamente sconvolte.

Sinoué esplora in modo romanzato non solo le trasformazioni politiche e sociali che hanno attraversato il ventesimo secolo in quella regione, ma anche le sfumature umane di tradizioni millenarie, amicizie autentiche e incomprensioni che, in seguito, si sono trasformate in divisioni profonde. Il suo stile narrativo conferisce un volto personale e intimo agli eventi storici, invitando il lettore a riflettere su come le grandi decisioni politiche abbiano plasmato le vite delle persone comuni, lasciando cicatrici indelebili.

È una lettura che illumina le cause profonde dei conflitti odierni, ma al contempo offre uno spazio per ricordare che, sotto i giochi di potere e le incomprensioni, ci sono sempre stati momenti di condivisione, tolleranza e connessione.


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